Durante un infarto, i battiti cardiaci possono variare notevolmente: spesso diventano irregolari, accelerati (tachicardia) o, meno frequentemente, rallentati (bradicardia). Possono essere percepite palpitazioni, battiti mancanti o la sensazione che il cuore stia "correndo" o svolazzando. Non esiste un numero di battiti fisso, poiché possono anche restare apparentemente normali.
Possono anche essere presenti una tachicardia (frequenza cardiaca accelerata), una bradicardia (frequenza cardiaca rallentata), un'ipotensione (pressione sanguigna bassa) e un'ipersudorazione. Alcune persone descrivono meno dolore rispetto ad altri e alcune possono non avere dolore per tutta la durata dell'infarto.
Dolore che si estende oltre il petto verso la spalla, il braccio, la schiena o anche fino ai denti ed alla mandibola. Episodi di dolore toracico che aumentano di frequenza (numero di episodi per giorno) ed intensità Dolore prolungato nella parte alta dell'addome ed alla “bocca dello stomaco” Nausea e vomito.
Un valore alto di troponina nel sangue è il principale indicatore di un danno al muscolo cardiaco, tipico dell'infarto, ma anche di altre condizioni; valori elevati indicano che sono necessarie ulteriori indagini (come ECG) per confermare l'infarto, la cui gravità dipende dalla concentrazione e dal trend dei valori nel tempo, che si alzano entro ore dal danno.