Sin dai tempi della Bibbia, i membri della Chiesa potevano sposarsi. Ai tempi delle Sacre Scritture era concesso ai membri della Chiesa di avere una moglie e dei figli. Lo stesso San Pietro, il primo papa della storia, era sposato. Avere una moglie era quindi una cosa normale ma soprattutto concessa.
La norma fu ratificata, in Occidente, dal papa Siricio nel Concilio romano del 386, quindi da Innocenzo I e da vari Concili (Toledo, 390 e 400, Cartagine e Torino, 401).
Il celibato dei preti? Risale solo alla seconda metà del XI secolo, prima i sacerdoti si sposavano». Il professor Franco Cardini, uno dei massimi esperti di Storia medioevale, spiega così la nascita del divieto per i preti cattolici di rito latino, e cioè per i preti cattolici d'Occidente, di avere moglie.
Le prime testimonianze in tal senso sembrano essere attestate dal concilio di Elvira (Spagna, inizi del IV secolo), che al canone 33 prescrive l'astensione dai rapporti coniugali per il clero sposato. Una testimonianza più chiara l'abbiamo nella lettera del 385 di papa Siricio al vescovo di Tarragona.
Questo prassi del celibato diventa norma per la Chiesa con il Concilio Lateranense IV del 1215 in cui si afferma che “Gesù è presente nell'Eucaristia per transustanziazione, cioè per cambiamento dell'intera sostanza del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue”».