Dopo la fecondazione il fiore si trasforma: l'ovario si trasforma in frutto e gli ovuli in esso contenuti si trasformano in semi. Il seme contiene l'embrione che diventerà una nuova pianta; il frutto facilita la diffusione dei semi, cioè la disseminazione, che avviene in diversi modi.
Il processo incomincia quando dagli ovuli si sviluppano i semi. I petali che avevano il compito di attirare gli insetti, non servono più, così appassiscono e cadono. La parte centrale del fiore, l'ovario, che contiene i semi, inizia a gonfiarsi sempre più: cresce e cresce fino a diventare la polpa de frutto.
Come si chiama la trasformazione dei fiori in frutti?
La fecondazione dei fiori operata dall'impollinazione determina il passaggio da fiore a frutto. In frutticoltura questa delicata fase è chiamata allegagione.
Quale struttura del fiore dà origine al vero frutto?
Le parti carnose derivano da parti diverse dell'ovario. Esempi sono: POMO: è un falso frutto in quanto la parte carnosa (la polpa) deriva dall'ingrossamento del ricettacolo e non dell' ovario (mela, pera); il vero frutto è il torsolo, che deriva dall'ingrossamento di un ovario infero pluricarpellare.
Con frutto si definisce “il corpo riproduttivo commestibile di una pianta da seme”. Le verdure, invece, hanno una definizione più ambigua. Etichettiamo con la parola verdura una numerosa varietà di piante le cui parti sono commestibili ed erbacee - dalle radici agli steli, fino alle foglie.