Domanda di: Ing. Maria Mazza | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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Il reato di diffamazione (art. 595 c.p.) ricorre allorché, consapevolmente, si offenda la reputazione altrui, comunicando con più persone; il reato è aggravato se l'offesa viene arrecata tramite la stampa o con altro mezzo di pubblicità.
La diffamazione aggravata avviene quando un individuo lede la reputazione e l'onore di un altro, attraverso la stampa o altri mezzi di comunicazione, mentre l'interessato non è presente per difendersi subito. Rientrano in tale categoria anche post o commenti sul web e sui social.
La diffamazione aggravata dall'aver attribuito un fatto determinato, di cui al comma 2 dell'art. 595 c.p., è punita con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a 2.065 euro. La diffamazione aggravata dal mezzo della stampa o da qualunque altro mezzo di pubblicità, di cui al comma 3 dell'art.
Quanto si può ottenere come risarcimento danno in caso di diffamazione. Dopo aver analizzato tutti questi aspetti, il giudice potrà finalmente stabilire l'importo del risarcimento del danno da diffamazione. La cifra può variare da un minimo di 2mila euro fino ad arrivare a un massimo di 200mila euro.
L'oggetto del reato di diffamazione consiste infatti nella lesione dell'onore oggettivo (cioè diffuso nell'ambiente sociale) di una persona. Quindi non ci sarà diffamazione se – nonostante l'affermazione sia falsa – la comunicazione afferma qualcosa di positivo oppure è indifferente alla reputazione.