Quando la J si legge i?

Domanda di: Filomena Bianco  |  Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2026
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In italiano, la lettera "j" (chiamata i lunga) si pronuncia generalmente come una "i" (o più precisamente come una semiconsonante /j/ simile alla 'i' di "ieri") in nomi propri, cognomi e toponimi tradizionali, come Juventus, Jacopo, Jolanda, Jesolo o Jugoslavia. Spesso sostituisce la "i" intervocalica o iniziale in grafie arcaiche o per indicare un suono vocalico allungato.

Quando la J si pronuncia i?

Ogni volta che la "i" è la prima vocale di un dittongo, si pronuncia come /j/, che è ciò che chiamiamo una semivocale, quindi ce ne sono molte altre: "Piano", "ghiaccio", "chiave", "ione"... Nota che la "i" si pronuncia ancora /i/ se la sequenza di vocali non è un dittongo.

Quando la i diventa J?

In molti dialetti e italiani regionali (Piemonte meridionale, Liguria, Lombardia, Veneto, Venezia Giulia, Emilia, Campania, Sicilia) il diacritico ‹i› presente nella grafia viene realizzato come [j] nei nessi affricata, nasale, sibilante palatale: si vedano, rispettivamente [ˈʧjeːko] cieco, [baˈɲːjamo] bagniamo, [ ...

Quali sono i tipi di J?

Indice

  • 3.1 Approssimante palatale.
  • 3.2 Affricata postalveolare sonora.
  • 3.3 Fricativa postveolare sonora.
  • 3.4 Fricativa velare sorda.

Come si usano i J?

La lettera "J" (i lunga) in italiano si usa principalmente in nomi propri (es. **Jacopo, Jolanda, Jesi) e cognomi (es. Ojetti, Ajello) e si pronuncia come una 'i' semiconsonante (/j/), mentre in parole di origine straniera (es. jolly, jet, judo) assume pronunce diverse a seconda della lingua di provenienza (spesso /dʒ/ come in inglese o /ʒ/ come in francese). 

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