Nella carenza di vitamina D, l'organismo assorbe una quantità inferiore di calcio e fosfato. Poiché calcio e fosfato non sono disponibili in quantità sufficienti per mantenere le ossa sane, la carenza di vitamina D può causare un disturbo osseo detto rachitismo nei bambini o osteomalacia negli adulti.
Pelle scura (perché si accompagna a una minore efficienza produttiva cutanea); Alcolismo (perché compromette l'assorbimento intestinale della vitamina D); Presenza di osteoporosi; Allattamento al seno per lunghi periodi di tempo (perché il latte materno rappresenta una scarsa fonte di vitamina D);
Tra gli alimenti di origine animale che ci permettono di assimilare la vitamina D3 troviamo il pesce ed i frutti di mare, le fonti che a seconda del tipo e della specie (in primis tonno, sgombro e ostriche) contengono in genere più Vitamina D rispetto alle altre specie.
Inoltre, la carenza di vitamina D può dipendere da fattori che impediscono la sua conversione nella forma attiva nell'organismo, come nel caso di malattie renali ed epatiche o assunzione di farmaci quali ipocolesterolemizzanti, antiepilettici, glucocorticoidi (ormoni steroidei), antimicotici e farmaci per l'HIV.
Un articolo pubblicato su Seminars in Cancer Biology ricorda che in generale bassi livelli di vitamina D sono legati a una maggiore incidenza di cancro e i dati più convincenti sono quelli che riguardano il tumore del colon-retto.