Domanda di: Ing. Claudia Pellegrini | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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La Z dolce o sonora
La "z" dolce o sonora italiana è quella usata per pronunciare il vocabolo zero e deriva spesso dalla "-di-" seguita da vocale del latino classico. Esempi: prandium --> pranzo, radius --> razzo.
Con la lettera z l'ortografia italiana rappresenta, come s'è visto, due consonanti, la z sorda [Z] e la z sonora [z]. Non esistono posizioni in cui la lettera z abbia sempre o l'una o l'altra di tali pronunzie. È sonora la z che deriva: da di latino atono seguìto da vocale, in voci di formazione popolare (es.
Perciò si parla, con riferimento all'italiano, rispettivamente di Z sorda (o aspra) e di Z sonora (o dolce): così, per esempio, è corretto dire che la parola marzo /ˈmart͡so/ si pronuncia con la zeta sorda (o che la zeta di marzo è sorda), mentre la parola garza /ˈɡard͡za/ ha una zeta sonora.
La pronuncia assibilata del ti atono prevocalico latino è continuata in italiano da una z sorda (per es., terzo, lat. tertius); quando il ti, oltre che seguito, è anche preceduto da vocale, l'esito normale è sempre una z sorda (e doppia), ma in parecchie parole è una g dolce: per es., prezzo e pregio, lat. pretium.