Quando l'aborto è reato?

Domanda di: Laerte Damico  |  Ultimo aggiornamento: 2 aprile 2026
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In Italia, l'aborto è reato quando praticato fuori dalle regole della Legge 194/1978, ovvero senza il consenso della donna, dopo i 90 giorni senza motivi terapeutici certificati, o al di fuori di strutture ospedaliere autorizzate. È punito l'aborto non consensuale (4-12 anni), l'aborto colposo e l'interruzione illecita.

Quando l'aborto è legale?

Dal 1978, in base alla legge 194, ogni donna ha la possibilità di richiedere l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, familiari, sociali, economici.

Quando l'aborto è reato?

L'aborto è reato quando avviene fuori dai casi previsti dalla Legge 194/78, cioè se è compiuto senza il consenso della donna, senza rispettare le tempistiche e le condizioni di legge (entro 90 giorni per motivi di salute fisica/psichica, economici, sociali o familiari, o dopo i 90 giorni solo per grave pericolo per la vita/salute della donna o del feto) o se è procurato con violenza o inganno, configurando reati specifici come l'interruzione non consensuale o colposa di gravidanza. 

Il feto è considerato persona?

Il Comitato a maggioranza ritiene che l'embrione umano sia un essere dotato di identità individuale sin dal concepimento. Anche chi lo consideri tale solo dopo la formazione – tra l'ottavo e il quattordicesimo giorno dalla fecondazione - della stria o linea primitiva, ritiene doveroso rispettarlo e tutelarlo.

Cosa si rischia ad abortire?

infezione dell'utero (fino a 1 ogni 10 aborti, trattabile con antibiotici) rimozione incompleta del tessuto gravidico (fino a 1 ogni 20 aborti) sanguinamento eccessivo (fino a 1 ogni 1.000 aborti) danni all'ingresso dell'utero (cervice uterina) (fino a 1 ogni 100 aborti chirurgici)

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