Domanda di: Artes Donati | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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L'atto di citazione in appello è nullo qualora vi sia contrasto tra l'intestazione del gravame (indicante quale giudice il tribunale) e la "conventio in ius" (contenente l'invito a comparire davanti alla corte d'appello), ciò determinando assoluta incertezza sul giudice effettivamente adìto.
E' inammissibile l'appello nel quale le doglianze proposte dall'appellante “non dialoghino” con la pronuncia di primo grado ove le deduzioni sono del tutto inconferenti rispetto al decisum e non siano pertinenti rispetto alle soluzioni accolte dal primo giudice.
Il motivo di nullità della sentenza, costituito dal fatto che la decisione risulta pronunciata da un collegio giudicante diverso da quello dinanzi al quale si è svolta la discussione, è assimilabile a quello della mancata sottoscrizione della sentenza e, come tale rientra nella previsione di cui all'art.
L'appello civile ha un effetto devolutivo, cioè devolve al nuovo giudice gli stessi diritti e doveri di quello di primo grado. Il soggetto considerato colpevole inizialmente, può quindi ottenere una nuova pronuncia che non va a modificare parzialmente quella antecedente, ma si sovrappone completamente ad essa.
Alla luce di quanto detto sinora, possiamo dire che ci sono concrete possibilità di vincere in appello quando: la sentenza di primo grado sia assolutamente ed evidentemente sbagliata, perché illogica o assurda nelle conclusioni; quando si sia in grado di poter fornire nuove prove alle condizioni stabilite dalla legge.