I pronomi personali complemento si distinguono poi in forme forti (ovvero su cui cade un accento tonico: me, te, lui/lei/sé/ciò, noi, voi, essi/esse/loro/sé) e forme deboli (ovvero sprovviste di accento tonico: mi, ti, lo/gli/ne/si, la/le/ne/si, ci, vi, li/ne/si, le/ne/si), che sono anche dette particelle pronominali
particelle pronominali
Le particelle pronominali sono elementi grammaticali con funzione di pronome, prive di un accento autonomo, che si appoggiano quindi ad altre parole per poter essere utilizzate. Per questa ragione vengono definite anche pronomi clitici.
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Quando però il pronome lo (o la, nelle forme parlate appena viste) sia unito al verbo essere non ha più funzione di soggetto: può avere come antecedente un predicato nominale (che comunque è strettamente legato al soggetto e accordato con esso) e riferirsi alla proprietà da questo espresse.
tu (singolare) e voi (plurale) indicano la persona o le persone a cui ci si rivolge (seconda persona); lui, lei, egli, ella, esso, essa (singolari) e loro, essi, esse (plurali) indicano la persona o le persone di cui si parla (terza persona).
Es: Il dado è tratto. Lo disse Giulio Cesare --> In questo caso il pronome "lo" si riferisce all'intera frase precedente. I pronomi si classificano in base al contesto e al tipo di significato che assumono all'interno del testo.
– l'articolo determinativo maschile è lo, che normalmente per elisione diventa l': l'uomo, l'orologio, l'ultimo; – al plurale è gli: gli uomini, gli orologi, gli ultimi. L'articolo indeterminativo maschile invece rimane un: un uomo, un orologio, un ultimo.