Domanda di: Vera Grasso | Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026 Valutazione: 4.7/5
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L'olio diventa tossico principalmente quando viene riscaldato oltre il suo punto di fumo (generalmente >180-200°C), degradandosi e formando sostanze nocive come l'acroleina, che è irritante e cancerogena. Altre cause includono il riutilizzo dell'olio di frittura, l'ossidazione dovuta a una cattiva conservazione (olio rancido) o il superamento della data di scadenza.
Come evitare che l'olio di oliva possa diventare nocivo
Considerando il punto di fumo dell'olio extravergine, bisogna sempre controllare il grado di calore che raggiunge e che non deve mai superare i 160/180 gradi dato che, oltre queste temperature, produrrebbe l'acroleina, sostanza irritante e tossica.
A differenza del latte, un olio di oliva vecchio non fa male, ma perderà sicuramente tutte quelle caratteristiche organolettiche e nutrizionali che caratterizzano un prodotto di qualità e ben conservato.
Come riconoscere il difetto di rancido di un olio ossidato
Un olio di oliva rancido si riconosce dall'odore sgradevole e forte, inoltre il sapore è simile a quello del grasso di prosciutto andato a male, lascia in bocca un retrogusto spiacevole.
1. Valutazione VISIVA di un bicchiere d'olio. Per valutare la corposità dell'olio e la sua peculiarità, bisogna versare una piccola quantità d'olio in un bicchiere di vetro osservandolo alla luce e agitando il contenitore delicatamente. L'olio di qualità dovrà avere una fluidità bassa, dovrà quindi essere poco liquido.