Domanda di: Sig. Rudy Colombo | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2023 Valutazione: 4.8/5
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Quale libertà? Con la famosa “Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino” della Francia rivoluzionaria (1789) decretata dalla Convenzione Nazionale nel 1793, si proclamano solennemente i diritti dell'individuo e la libertà di esercitarli senza limitazioni e senza indebite ingerenze da parte del potere.
La Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata dall'Assemblea Generale dell'ONU, nel dicembre 1948 è il risultato del lungo cammino dell'uomo nel riconoscimento del proprio diritto alla libertà.
Nel mondo greco antico si possono distinguere tre significati fondamentali della parola eleutheria («libertà»). Libero è in primo luogo chi nasce da genitori non schiavi (come si legge in un frammento di Alceo). Libero è in secondo luogo chi non è asservito allo straniero.
Ad introdurre il tema sulla libertà, fu Erasmo Da Rotterdam. Egli sosteneva che l'uomo era responsabile della propria salvezza, e solo le sue azioni permettevano di giudicarlo. Differente però era l'idea di Martin Lutero, che invece assegnava unicamente a Dio il la scelta su chi salvare.
Per libertà s'intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un'azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla.