Domanda di: Ing. Shaira Bernardi | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
(7 voti)
L'ipossia è una condizione di carenza dell'ossigeno a livello dei tessuti dell'organismo. Può trattarsi di un fenomeno acuto che compare rapidamente, o cronico che si sviluppa in un lasso di tempo maggiore e può riguardare una specifica area dell'organismo (ipossia tissutale) o l'intero corpo (ipossia generalizzata).
La causa più evidente d'ipossia è l'ipoventilazione alveolare, che si verifica quando l'aria che arriva nei polmoni è meno ricca di ossigeno rispetto alla norma. Ciò può accadere quando le alte vie respiratorie sono occluse, quindi impediscono il passaggio dell'ossigeno.
In caso di ipossiemia e di ipossia conclamate, l'intervento terapeutico dev'essere immediato e basarsi sulla somministrazione di ossigeno tramite strumentazioni mediche apposite (ossigenoterapia). Quindi, ripristinati i livelli di ossigeno, bisogna capire la cause scatenanti e intervenire conseguentemente su queste.
Se si il soggetto avesse anche un problema di fiato corto, una possibile soluzione sarà l'ossigenoterapia. In caso di ipossia grave, o anche moderata, potrebbe servire un tipo di macchinario con il quale si aiuti il soggetto a respirare, perché non può più farlo autonomamente.
Può manifestarsi grave dispnea (respiro affannoso), cianosi e stato confusionale o sonnolenza. L'iter diagnostico prevede l'uso di un sensore posizionato sulla punta di un dito (pulsossimetria) per rilevare bassi livelli di ossigeno e analisi del sangue per rilevare elevati livelli di anidride carbonica.