Domanda di: Dr. Fernando Valentini | Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026 Valutazione: 4.7/5
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Prima della diffusione dei frigoriferi, avvenuta in Italia tra gli anni '40 e '60, la conservazione dei cibi si affidava a metodi naturali e tecniche tradizionali. Si utilizzavano ghiacciaie domestiche, rifornite di blocchi di ghiaccio acquistati, cantine fresche, pozzi, o metodi come salagione, essiccazione, affumicatura e sottoli.
Poteva essere ghiaccio invernale di fiumi ghiacciati, o neve pressata che nell'inverno con il freddo si trasformava in ghiaccio. Esisteva però anche un “commercio del ghiaccio”.
Come si faceva il ghiaccio quando non c'erano i frigoriferi?
Le civiltà impararono presto a immagazzinare ghiaccio e neve e a utilizzarli per mantenere a lungo bassa la temperatura di particolari edifici: le ghiacciaie. La materia prima era raccolta d'inverno o in quota, avvolta in materiali isolanti (come la paglia) e trasportata fino alla ghiacciaia.
Invenzione del frigorifero: quando è arrivata in Italia? Abbiamo detto che l'invenzione del frigorifero risale a circa 100 anni fa, ma in realtà questo ha iniziato a fare il suo ingresso nelle case degli italiani solo verso la metà degli anni '40. Ovviamente si trattava di un “lusso” appannaggio dei più abbienti.
La ghiacciaia è sia l'ambiente in cui veniva prodotto e/o immagazzinato il ghiaccio, sia quell'armadio con intercapedine isolante rifornito di ghiaccio, che in ambito prevalentemente domestico assolveva alla funzione che in seguito avrebbe assunto il frigorifero.