Domanda di: Sig. Pietro Coppola | Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2026 Valutazione: 4.8/5
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Il sistema pensionistico italiano non scomparirà del tutto, ma è destinato a trasformarsi radicalmente, rendendo gli assegni a rischio di forte riduzione e spostando l'uscita dal lavoro sempre più in là, con stime critiche a partire dal 2030 e proiezioni che indicano l'età pensionabile fino a 74 anni entro il 2057.
Dal 2019 e fino al 2026 l'età per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni per tutte le categorie e anche per ottenere l'assegno sociale. Dal 2027 l'età richiesta salirà a 67 anni e 1 mese, dal 2028 a 67 anni e 3 mesi.
ROMA - Le entrate contributive Inps sono destinate a crollare da qui al 2050 e questo, per la tenuta del sistema, è un problema altrettanto importante che l'aumento della spesa.
Già nel 2030 la previdenza pubblica non coprirà nemmeno il 50% dell'ultimo stipendio dei lavoratori. I più colpiti saranno i lavoratori autonomi che passeranno dal 64% attuale a un misero 30% del reddito individuale.
Dal 2027, i requisiti per la pensione aumenteranno di un mese per l'adeguamento all'aspettativa di vita, portando la pensione di vecchiaia a 67 anni e 1 mese (67 anni e 3 mesi dal 2028) e la pensione anticipata ordinaria a 42 anni e 11 mesi di contributi (43 anni e 1 mese dal 2028), con possibili eccezioni per lavori gravosi, precoci, invalidi e caregiver, attraverso la proroga di misure come l'Ape Sociale e il congelamento selettivo dell'incremento, mentre la pensione contributiva salirà a 64 anni e 1 mese.