L'omissione di una virgola può trasformare una relativa appositiva in relativa restrittiva con effetti di senso indesiderati: Ho parlato con la mamma di Paolo che lavora in banca. Senza la virgola dopo Paolo sembra che Paolo abbia più mamme, di cui una lavora in banca e un'altra in un altro posto.
La virgola non si usa: tra soggetto e verbo (se altre parole si frappongono tra questi due elementi occorre prestare più attenzione); tra verbo e complemento oggetto; • tra il verbo essere e l'aggettivo o il nome che lo accompagni nel predicato nominale; • tra un nome e il suo aggettivo.
In generale, si ritiene corretto utilizzare la virgola prima di [ma] nella coordinazione di due frasi avversative. Si può omettere, invece, l'interpunzione se le frasi sono brevi o se sono composte esclusivamente da sintagmi verbali. Esempi: brutti ma buoni.
Una regola importante per non commettere sbagli è che le virgole vanno messe sempre prima del verbo al gerundio. Ad esempio la frase risulta corretta se la riportiamo in questo modo: "Ho scritto una relazione sulle energie rinnovabili, mettendo in risalto il modo in cui possono aiutarci ad inquinare meno".
Il che polivalente compare tanto nelle varietà diastraticamente basse dell'italiano quanto nelle varietà poco controllate di parlato o scritto, anche di parlanti colti. (31) voi dovreste trovare un lavoro che la domenica restate libera (Fiorentino 2007: 64).