QUANDO SCATTA L'ACCERTAMENTO FISCALE? Quando il Fisco si rende conto, tenendo conto anche delle eventuali giacenze del conto corrente, che il contribuente possa aver omesso il pagamento delle tasse, scatta l'accertamento fiscale. Il fine, ovviamente, è quello di far pagare le tasse eventualmente evase.
Di solito il Fisco mette in moto il processo che porta il contribuente a subire un accertamento fiscale, quando nota delle incongruenze tra le informazioni che riceve dalle varie “fonti di notizia”. Ciò fa presupporre delle possibili dichiarazioni mendaci e di conseguenza gli ispettori vanno a dare un'occhiata.
Il Fisco può fare controlli su tutti i conti correnti per verificare la provenienza dei soldi versati, compresi quelli di lavoratori dipendenti e pensionati. Gli uffici dell'Agenzia delle Entrate controlleranno che ogni singola operazione in entrata sul conto corrente sia giustificata dalla dichiarazione dei redditi.
Gli avvisi di accertamento diventano esecutivi decorso il termine utile per la proposizione del ricorso e devono espressamente riportare l'avvertimento che, trascorsi 30 giorni dal termine utile per il pagamento, la riscossione delle somme richieste sarà affidata agli agenti della riscossione.
È agli imprenditori, infatti, che spetta tutta la parte contabile. In altre parole, se hai un'azienda di tua proprietà, la tua gestione fiscale ha bisogno di un controllo maggiore, perché il rischio di errori – involontari o meno – è nel tuo caso di gran lunga più alto.