La guerra romano-sasanide del 572-591 fu una guerra combattuta tra l'Impero sasanide di Persia e l'Impero bizantino. Fu scatenata da rivolte pro-romane nelle aree del Caucaso sotto l'influenza persiana, anche se altri eventi contribuirono al suo scoppio.
Quando scoppia il conflitto fra romani e Persiani?
Una nuova guerra scoppiò nel 572, dopo che l'Armenia e l'Iberia si rivoltarono contro la dominazione sasanide (571). Giustino II pose l'Armenia sotto la sua protezione, mentre le truppe romane comandate dal nipote di Giustino, Marciano, saccheggiarono l'Arzanene e invasero la Mesopotamia persiana.
Dopo un ventennio di guerra inconcludente, l'Imperatore bizantino Maurizio concluse a suo vantaggio la guerra romano-persiana del 572-591 aiutando il re sasanide spodestato Cosroe II a riprendersi il trono usurpatogli dal generale ribelle Bahram Chobin.
La rivalità fra i greci e la Persia divenne aperto conflitto nel 499 a.C., quando le poleis della Ionia insorsero contro gli eccessivi tributi imposti da Dario. Tra le poleis della madrepatria solo Atene (oltre ad Eretria) intervenne a fianco degli insorti, inviando una flotta.
Quali furono le cause che portarono al conflitto tra Greci e Persiani?
I Persiani chiedono ai Greci di versare loro tributi ed accettare il governo di tiranni fedeli ai Persiani, mantenendo però una certa autonomia amministrativa ed economica. La scintilla del conflitto di Mileto e della Ionia: la scintilla dello scontro greco-persiano si accese sulle coste della Ionia.