Il consulente del lavoro si occupa direttamente della gestione delle comunicazioni con istituti come l'INPS, l'INAIL e i Centri per l'Impiego, liberando quindi il titolare dell'impresa o le risorse umane da questa ulteriore, spesso complessa, incombenza.
È consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro in caso di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate o per evitare possibili liti e controversie con il datore di Lavoro a seguito di errati conteggi.
Il CONSULENTE DEL LAVORO risolve problemi di inquadramento del personale, gestisce relazioni, comunicazioni e pratiche principalmente con i Centri per l'Impiego, la Direzione del Lavoro, l'INAIL, l'INPS e con le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Che differenza c'è tra commercialista e consulente del lavoro?
La differenza tra Commercialista e Consulente del Lavoro esiste e riguarda l'orientamento professionale delle due attività. Se il secondo si rivolge maggiormente alla gestione del lavoro e del personale, il primo si dedica maggiormente agli aspetti fiscali, contabili, societari e gestionali.
Quanto costa un consulente del lavoro in Italia? A seconda del numero di dipendenti e delle caratteristiche dell'azienda o dell'impresa, i prezzi delle consulenze del lavoro oscillano tra i 10 e i 60 euro per dipendente, con una cifra media compresa tra 10 e 30 euro / dipendente.