Quando si abbandona il tetto coniugale?

Domanda di: Dr. Gerlando Messina  |  Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2023
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L'abbandono del tetto coniugale scatta in presenza di due condizioni: Se non c'è una giusta causa che lo giustifichi. Se non c'è l'intenzione di ritornare più a casa, oppure, la volontà di farlo in tempi brevi.

Cosa rischia il coniuge che abbandona il tetto coniugale?

Abbandonare il tetto coniugale costituisce una violazione dei doveri matrimoniali, pertanto è sicuramente un illecito civile. L'unica conseguenza prevista dalla legge per chi abbandona la casa in cui vive con il coniuge è il possibile addebito della separazione.

Quando si tratta di abbandono del tetto coniugale?

Quando si parla di abbandono del tetto coniugale si intende la condotta del coniuge che volontariamente lascia la casa familiare, con l'intenzione di non farvi più ritorno, quando lasciandovi l'altro coniuge e, se vi sono, i figli.

Cosa rischio se vado via di casa?

570 primo comma c.p. che punisce con la reclusione fino a un anno o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro “Chiunque abbandonando il domicilio domestico (…) si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale, alla tutela legale, o alla qualità di coniuge”.

Cosa è abbandono tetto coniugale?

Questo significa che l'allontanamento dalla cosa coniugale è punibile nel caso nel quale comporti il mancato rispetto dell'obbligo di assistenza familiare. Ad esempio, se un marito che decide di andare via da casa e la moglie non ha uno stipendio adeguato che le consenta di mantenersi.

Quando scatta l’abbandono del tetto coniugale?