Domanda di: Lucia De Angelis | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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L'aumento salariale, ovvero gli “scatti di anzianità”, è previsto dai singoli contratti collettivi nazionali del Lavoro (CCNL): la maggior parte dei contratti prevedono di diritto uno scatto ogni 2 anni, solo alcuni arrivano a riconoscere lo scatto dopo 4 anni.
Partiti gli aumenti di stipendi dal 1° gennaio 2023 per i lavoratori dipendenti. Gli incrementi, da 19,25 a 32,85 euro lordi mensili, interessano i lavoratori con redditi fino a 35.000 euro grazie alle misure per il taglio del cuneo fiscale attivate tra fine 2022 e inizio 2023.
Di quanto aumentano gli stipendi con il taglio del cuneo fiscale 2023? La tabella con gli importi per fascia di reddito. Il taglio del cuneo contributivo del 3% per i redditi fino a 25mila euro porterà un risparmio mensile di 41,15 euro, ed annuo di 493,85 euro.
Partendo dal presupposto che l'aumento è reale solo per chi guadagna meno di 25mila euro l'anno, l'incremento è di circa 13 euro mensili sugli stipendi di 1.300 euro. Che salgono a 15 per chi guadagna 1.500 euro mensili e a 19 per chi ne guadagna 1.900.
Stipendi: cos'è accaduto nel 2022 (non solo in finanza)
Per gli impiegati si parla del +4,1%, mentre per quadri e dirigenti si registra rispettivamente un +4,4% e un +4,6%. La retribuzione totale annua, invece, è aumentata mediamente del +6,2% con punte del +7,7% per i dirigenti.