Quando si azzera il comporto di malattia?

Domanda di: Pacifico Riva  |  Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2023
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Se si prende in considerazione il solo limite interno (180 giorni) il lavoratore dipendente non ha superato il periodo di comporto. Applicando invece il criterio della Cassazione si nota come in 3 anni (periodo di vigenza del CCNL) la somma degli eventi di malattia ha oltrepassato la soglia dei 180 giorni.

Quando si azzerano i giorni di malattia?

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Quando la malattia non rientra nel comporto?

Attenzione inoltre al fatto che nella determinazione del periodo di comporto di solito non rientrano ad esempio le assenze per particolari terapie salvavita, il puerperio o le assenze per interruzione di gravidanza. Si tratta dei periodi di aspettativa normalmente non conteggiabili ai fini dell'anzianità retributiva.

Cosa succede dopo 18 mesi di malattia?

Allo scadere dei 18 mesi il lavoratore, in casi di particolare gravità e con idonea documentazione medica, può presentare al dirigente un'istanza in cui chiede la concessione di un ulteriore periodo di conservazione del posto per altri 18 mesi, senza corresponsione di alcuna retribuzione.

Cosa succede dopo 180 giorni di malattia?

Dunque, decorso il periodo dei 6 mesi, un lavoratore non riceve più l'indennità di malattia né dall'INPS, né dal suo datore di lavoro. Anzi, c'è una possibilità ancora peggiore: il datore di lavoro potrebbe addirittura decidere di licenziare il dipendente.

Come si calcolano i giorni del periodo di comporto?