Quando si può dire che c'è demansionamento?

Domanda di: Oreste Sanna  |  Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2023
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Come anzidetto, l'art. 2103 c.c. disciplina e legittima tre diverse ipotesi di demansionamento, ovvero di adibizione del lavoratore, in via temporanea o definitiva, a mansioni appartenenti ad un livello di inquadramento inferiore rispetto a quello di assunzione o a quelle da ultimo svolte.

Quando si può parlare di demansionamento?

In altre parole, si parla di demansionamento senza giusta causa quando un datore di lavoro decide di ridurre le responsabilità o il livello di posizione di un lavoratore o di una lavoratrice senza una ragione legittima, ad esempio come reazione per aver esercitato i propri diritti sindacali e legali o per ...

Quando si ha un demansionamento?

Il demansionamento è un processo legato alla riorganizzazione aziendale che può essere attivato quando l'azienda sta modificando i suoi assetti organizzativi e quando i contratti collettivi lo consentono, ad esempio nel caso del patto di declassamento.

Come rifiutare un demansionamento?

Il rifiuto di svolgere mansioni inferiori è possibile solo a certe condizioni. Necessario l'avallo giudiziario per rifiutare la prestazione.

Cosa comporta il demansionamento?

Il demansionamento è un illecito! Un inadempimento contrattuale del datore di lavoro che dà diritto al risarcimento del danno alla professionalità. I giudici ne calcolano l'ammontare prendendo come riferimento la retribuzione mensile e moltiplicandola per i mesi in cui il lavoratore subisce il demansionamento.

Rifiuto cambio mansioni: conseguenze per il dipendente? | avv. Angelo Greco | Questa è la legge