Quando si smette di credere in Dio si inizia a credere a tutto?
Domanda di: Ing. Lucia Silvestri | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2026 Valutazione: 5/5
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La celebre frase "Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede in niente, perché crede in tutto", attribuita a G.K. Chesterton, suggerisce che l'abbandono della fede religiosa spesso porta a sostituire la trascendenza con superstizioni, ideologie o credenze irrazionali.
Le cinque prove dell'esistenza di Dio, formulate da San Tommaso d'Aquino nella Summa Theologiae, sono argomenti logici che partono dall'esperienza del mondo (a posteriori) per risalire a una Causa Prima, Immobile e Perfetta: l'ex motu (primo motore), l'ex causa (causa prima incausata), l'ex possibili et necessario (essere necessario), l'ex gradu (perfezione massima) e l'ex fine (intelligente ordinatore, causa finale).
Come si definisce una persona che non crede in Dio?
Se la divinità è al di sopra della natura umana, significa anche che non è osservabile con i sensi umani, cosicché alcuni mettono in dubbio la sua esistenza. Coloro i quali non credono all'esistenza di un Dio sono detti atei.
Probabilmente, non vi stupirà scoprire che il paese con la più alta percentuale di “senza Dio” al mondo è la Cina; dove ben il 67% degli abitanti si dichiarano atei convinti.