La sigla si scrive spesso anche senza il punto (doc o DOC o Doc) e viene talora adoperata estensivamente come attributo scherzoso, con il sign. di «vero, autentico, di gran classe»: un violinista, un cantante, uno scrittore doc; un concerto, una trasmissione doc.
DOC e DOCG: le differenze quali sono? Solitamente un vino DOC è un vino che mantenuto la denominazione IGT (Indicazione Geografica Tipica) per almeno 5 anni. Mentre quando un vino è stato almeno 10 anni tra i DOC può diventare DOCG. Chiaramente non tutte le DOC diventano DOCG.
L'acronimo DOC (Denominazione Origine Controllata) viene utilizzato, in enologia, per designare un prodotto di qualità e rinomato, dalle carattetistiche legate all'ambiente in cui è prodotto e ai fattori umani che partecipano alla sua produzione. Questi devono rispettare uno specifico disciplinare di produzione.
Quest'ultimo viene apposto sul prodotto che lo identifica, per cui possiamo avere diversi marchi con lo stesso acronimo DOC. Il significato del DOC, infatti, è proprio quello di denominazione di origine controllata.
Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP; Le IGP comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica (IGT) costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP.