Domanda di: Ing. Giordano Caputo | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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Il verbo venire può essere usato al posto di essere in funzione di ausiliare solamente al passivo e nei tempi semplici (non si può dire *io sono venuto chiamato).
Il verbo venire ha il significato di muoversi e recarsi nel luogo dove si trova o si troverà la persona con cui si parla. Vengo a Milano = vado a Milano e la persona con cui parlo è già a Milano. Domani sera vengo al cinema = domani sera vado al cinema e ci sarà anche la persona con cui parlo.
Quando si usa il verbo venire nella forma passiva?
Premettiamo che il verbo venire si usa per esprimere chiaramente la costruzione passiva quando il participio passato del verbo portante ha anche valore di aggettivo e quindi con l'uso di essere il significato passivo non risulterebbe evidente: dicendo "il vetro è pulito", "la porta era aperta", indichiamo normalmente ...
Per esempio, se il verbo “potere” serve il verbo “fare”, viene utilizzato l'ausiliare avere, che andrebbe vicino al verbo “fare”, pertanto, si otterrà: “Ho potuto fare”, “Ha potuto fare”, e così via.
L'ausiliare essere viene usato con la maggior parte dei verbi intransitivi (sono andato), con la forma passiva dei verbi intransitivi (sono stati premiati), con i verbi riflessivi e riflessivi reciproci (mi sono pettinato), con il si impersonale (si è detto), con il si passivante (si è udita una voce).