Domanda di: Giuliano Villa | Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2026 Valutazione: 4.1/5
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Lo stipendio durante le ferie deve essere equivalente alla normale retribuzione lavorativa, garantendo il pagamento delle voci fisse e ricorrenti. Non è solitamente più basso, a meno che non vengano a mancare indennità accessorie legate all'effettiva presenza, come straordinari, lavoro notturno o festivo, che non maturano durante il riposo.
La sentenza n. 24988 del 2025 della Corte di Cassazione ha ribadito un principio che riguarda da vicino milioni di lavoratori italiani: durante il periodo di ferie la retribuzione deve essere piena, senza esclusioni di indennità o voci accessorie.
Il principio cardine è che durante il periodo di assenza per ferie, al lavoratore deve essere garantito il medesimo trattamento retributivo che percepirebbe se stesse effettivamente lavorando. Non si tratta solo del minimo contrattuale, ma di tutte le componenti fisse e ricorrenti della retribuzione.
Per i lavoratori retribuiti in misura fissa, la retribuzione media giornaliera è data dalla somma della 25° parte della retribuzione ordinaria mensile, l'importo del lavoro straordinario diviso per 25 (o 12,5 se viene considerata una quindicina) e il compenso per ferie e riposi annui diviso per 300.
In generale, le ferie sono pagate al 100%, ma ci sono delle regole precise da seguire. Le ferie sono un diritto fondamentale per i lavoratori in Italia, ma a volte può non essere chiaro come gestirle al meglio, soprattutto quando si tratta di pagare i dipendenti durante il loro periodo di riposo.