Domanda di: Ing. Aroldo Basile | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Parlare male di un collega è illecito disciplinare
Come anticipato sopra, parlare male di un collega espone il responsabile ad un procedimento disciplinare interno da parte del datore di lavoro che può condurre anche al licenziamento.
La soluzione alla prolungata aggressione verbale sul posto di lavoro è quindi rappresentata dalla querela che, accompagnata da tutti gli elementi di prova possibili, bisognerà presentare entro 90 (novanta) giorni dall'ultima aggressione.
Per commettere il reato di diffamazione è sufficiente offendere la reputazione morale o professionale di una persona. Non è necessario dire parolacce o parole volgari: basta la semplice illazione con cui si lasci intendere al pubblico che la vittima è persona di dubbie qualità.
Il lavoratore, quindi, deve recarsi presso una stazione dei carabinieri, un commissariato di polizia e presentare una denuncia scritta oppure orale. La cosiddetta querela di parte deve essere presentata entro 3 mesi dal momento in cui è avvenuto il fatto.
L'assenza di prove non è fonte di responsabilità per chi sporge una denuncia o una querela, a meno che questi non agisca in malafede, ossia con la consapevolezza dell'altrui innocenza. Solo in quest'ultimo caso si commette calunnia e si può essere controdenunciati dall'imputato assolto per insufficienza di prove.