I nomi alterati, lo dice la parola stessa, sono nomi modificati di significato. Questo cambiamento semantico è possibile grazie a dei suffissi, per esprimere delle qualità senza aver bisogno dell'aggettivo qualificativo. I nomi alterati sono di quattro tipi: diminutivi, accrescitivi, vezzeggiativi, dispregiativi.
I nomi alterati si formano aggiungendo alla radice di un nome primitivo un suffisso che ne modifica in parte il significato. A seconda dei suffissi che li compongono i nomi alterati vengono classificati come indicato: diminutivi indicano piccolezza oltre il normale.
Il nome alterato può essere diminutivo, vezzeggiativo, accrescitivo o dispregiativo. Ragazzino, ladruncolo, micetto, cagnaccio, omaccione... Nomi che sono formati da due o più parole.
Questo tipo di alterazione prevede l'uso di suffissi come -ino, -ello, -etto oppure -uccio per indicare qualità di piccolezza, ma anche di affetto e intimità. Opposto al diminutivo è l'accrescitivo, generalmente ottenuto con -one o -acchione (ragazzone, furbacchione).