Rispetto alla forma attiva, che descrive un processo che parte dal soggetto e termina in genere "fuori" di esso, nella forma "media" lo stesso evento resta interno al soggetto o ricade comunque nell'ambito dei suoi interessi (come, per esempio, nei verbi dispiacersi, nutrirsi e servirsi (di qualcosa)).
si trova una forma deponente (o «media») con significato attivo ma coniugazione identica alla forma passiva: recordor = “io (mi) ricordo” coniugato come amor = “io sono amato”; è possibile trovare la forma passiva con verbi intransitivi per indicare azione impersonale: itur = “si va”.
Come capire se un verbo e riflessivo o pronominale?
La forma riflessiva si può riconoscere facilmente perché prima del verbo si trovano sempre le particelle pronominali mi, ti, ci, vi, si che indicano appunto il riflettersi dell'azione sul soggetto della frase. Per esempio: Come sei vanitosa: ti guardi sempre allo specchio.
A volte la particella pronominale non svolge la funzione di oggetto ma quella di complemento di termine: “Paolo si lava le mani” = “Paolo lava le mani a sé”, “Andrea si taglia la barba” = “Andrea taglia la barba a sé”. In questi casi si parla di forma riflessiva apparente.
In italiano abbiamo tre diatesi: attiva, passiva e riflessiva. Quando il soggetto è l'agente, il verbo ha una diatesi attiva. Quando il soggetto è il paziente, scopo o in generale ciò che subisce l'azione, il verbo avrà una diatesi passiva. Se l'azione ricade sul soggetto stesso, il verbo avrà una diatesi riflessiva.