Domanda di: Ing. Genziana Silvestri | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2026 Valutazione: 4.6/5
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Il vino va bevuto preferibilmente a tavola, abbinato al cibo, sorseggiato lentamente per apprezzarne le caratteristiche, a temperature che variano in base alla tipologia: freddo per spumanti e bianchi (6-12°C) per esaltarne freschezza e profumi, mentre i rossi richiedono temperature più calde (14-18°C), evitando l'ambiente, per valorizzare struttura e tannini.
Servire i bianchi freddi è corretto, dato che la temperatura di degustazione ideale va dai 6 ai 14˚C e quindi la temperatura ambiente non sarebbe indicata nemmeno per i nettari più corposi. La questione è piuttosto che temperatura ha il vino quando è appena uscito dal frigorifero.
Secondo i ricercatori, l'elevata concentrazione di polifenoli del vino rosso, insieme all'elevato contenuto di alcol, permette di abbassare la pressione sanguigna, inibire l'ossidazione delle lipoproteine, migliorare la funzione endoteliale, inibire l'aggregazione piastrinica.
Via libera ovviamente all'acqua (liscia), ad un bicchiere di vino rosso (un paio di volte a settimana) e a succhi a base di frutta consentita purché senza zuccheri aggiunti. Da evitare o limitare il caffè e tè (meglio tè verde o bianco), ma anche birra, bevande alcoliche e gassate.
Quando si beve alcol, il fegato è occupato a metabolizzare tale sostanza in modo talmente intenso, che il rilascio di glucosio ne risultano inibiti. Ciò significa che nel sangue vi è una minor concentrazione di glucosio del solito e, di conseguenza, si ha anche bisogno di meno insulina.