Se il conto trading è stato aperto soltanto quest'anno, o non è ancora stato aperto, allora non va dichiarato subito. L'attività trading dell'anno fiscale 2021 dovrà essere dichiarata soltanto nel 2022. Ci ricontatti a partire da gennaio. Come ti possiamo aiutare?
Il rischio è la violazione della normativa sul monitoraggio fiscale non dichiarando la titolarità di somme di denaro all'estero. Se il correntista risiede in Italia deve denunciare il possesso in Paesi esteri di conto corrente, azioni, obbligazioni o di altre attività finanziarie.
I guadagni che derivano dal trading sono oggetto di tassazione. Esistono diverse tipologie di redditi derivanti da attività di trading. Il pagamento delle imposte deve avvenire entro il 30 settembre.
Le tasse sugli investimenti si pagano attraverso la dichiarazione dei redditi, versando entro il 30 settembre le imposte relative ai profitti generati dagli investimenti durante l'anno precedente (ad esempio, entro il 30 settembre 2021 si corrispondono le tasse su proventi ottenuti con gli investimenti nel 2020).
E chi si dimentica di dichiarare, cosa rischia? “Qualora l'investitore non dichiari le operazioni al Fisco, oltre a vedersi accertata l'imposta relativa alle plusvalenze realizzate, rischia di incorrere in sanzioni amministrative e, superate determinate soglie, anche penali”.