La camomilla, in particolare l'infuso preparato con i fiori, è povera di nutrienti essenziali e non rappresenta una fonte significativa di vitamina K. I dati nutrizionali standard per una tazza (circa 230 ml) di camomilla non evidenziano una quantità rilevabile o rilevante di vitamina K, differenziandosi da altri infusi o alimenti che ne contengono tracce.
I soggetti che assumono anticoagulanti (come warfarin), sedativi (compreso l'alcol), integratori di ferro, tamoxifene, terapia ormonale sostitutiva e contraccettivi orali contenenti estrogeni devono consultare il proprio medico prima di prendere la camomilla.
La camomilla può fare male a chi soffre di allergie alle Asteraceae (come ambrosia, crisantemi), a chi assume farmaci anticoagulanti, sedativi, antinfiammatori (FANS) o antiaggreganti, a persone con problemi cardiaci (ipotensione) e, se usata in modo eccessivo o in gravidanza, può causare effetti indesiderati come irritabilità o alterazioni digestive. È fondamentale consultare il medico prima di assumerla in queste condizioni, specialmente se in forma di integratore.
Gli alimenti che contengono più vitamina K sono le verdure a foglia verde scuro come spinaci, cavoli, bietole, cavoletti di Bruxelles, cime di rapa e lattuga, che ne sono ricchissimi, ma anche legumi, oli vegetali (soia, girasole), kiwi, mirtilli, uva e fegato sono ottime fonti. La vitamina K1 (fillochinone) è prevalente nelle verdure, mentre la K2 si trova in prodotti animali e alimenti fermentati.