Quante tasse pagano i trader?

Domanda di: Dott. Loredana Montanari  |  Ultimo aggiornamento: 28 novembre 2023
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L'intermediario trattiene il 26% delle plusvalenze incassate nell'anno dal trader in qualità di sostituto d'imposta. Avviene, quindi, una tassazione alla fonte delle plusvalenze (in caso di superamento della soglia di esenzione). Questo determina l'esonero dall'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

Quante tasse paga un trader?

Per una panoramica delle tasse sul trading ricordatevi che i redditi da capitale sono tutti tassati al 26%. I redditi diversi sono tutti sottoposti a una tassazione da proventi finanziari pari al 26%, fatta eccezione per: Titoli di stato presenti nella white list (esempio Bund, Btp)

Chi fa trading deve pagare le tasse?

La tassazione in Italia sulle plusvalenze dovute al trading online prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva pari al 26%.

Quante tasse deve pagare un trader in Italia?

Nel caso dei prodotti finanziari, poi, occorre sempre considerare che ci sono altre due tasse: il 26% sulle plusvalenze e l'IVAFE, fissata allo 0,2%. Queste due tasse sono da ricordare nel caso la piattaforma trading scelta sia in regime dichiarativo, come Degiro o eToro.

Quando si pagano le tasse nel trading?

Le tasse sul conto trading vanno pagate entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di riferimento (ad esempio, il 30 giugno 2022 per l'anno fiscale 2021). La seconda scadenza, con un tasso d'interesse dello 0.4%, è il 30 luglio.

Tasse su Trading e Investimenti: Facciamo Chiarezza 💸 (cosa fare?)