Un conto corrente può essere pignorato un numero illimitato di volte, finché il debito totale (inclusi interessi e spese legali) non viene estinto, anche da creditori diversi contemporaneamente. Tuttavia, esistono limiti legali per proteggere le somme minime vitali e le regole sulla successiva apponibilità di vincoli, specialmente per stipendi e pensioni già pignorati.
Le somme accreditate a titolo di stipendio o pensione su un conto corrente sono pignorabili solo nella misura di un quinto, con un minimo vitale garantito pari a tre volte l'assegno sociale (circa 1.600 euro nel 2024).
Quali sono i nuovi limiti per il pignoramento del conto corrente nel 2025?
Ad esempio, per l'anno 2025, il limite di pignoramento è stato elevato a 1.603,23 euro, a fronte di un assegno sociale di 534,41 euro. Ciò implica che, su un conto corrente con un saldo di 3.000 euro, la parte pignorabile ammonta a 1.395,77 euro.
Quanto tempo dura il pignoramento di un conto corrente?
Il pignoramento ex art 72 bis DPR n. 602/1973 del Fisco con oggetto il conto corrente, non bloccherà solo le somme presenti al momento dell'arrivo del pignoramento (1 giorno), ma anche tutte quelle successivamente accreditate fino ai successivi 60 giorni.
– Se l'accredito avviene dopo il pignoramento, il prelievo forzato può avvenire nella misura massima di un quinto, secondo quanto previsto dalla legge. Se il conto è cointestato, il pignoramento può colpire solo la quota del debitore, salvo prova contraria da parte del cointestatario.