Domanda di: Sibilla Sala | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Come sappiamo, l'acqua dopo essere stata bollita è sicura e si può bere, ma se la facciamo bollire per una seconda volta i suoi ingredienti chimici cambiano e i minerali presenti potrebbero diventare dannosi. Ad esempio si creano incrostazioni di calcio nel bollitore che possono creare problemi ai reni.
Quando l'acqua continua a ribollire i composti chimici cambiano, ma in peggio. Il rischio di ribollire l'acqua è reale, perché alcune sostanze invece di sciogliersi si accumulano in quantità più concentrata diventando pericolose per l'organismo come i nitrati, l'arsenico e il fluoruro.
Quanto deve bollire l'acqua per togliere i batteri?
Il calore è da sempre utilizzato per disinfettare l'acqua facendola bollire. Per una disinfezione in sicurezza, si deve procedere alla bollitura spinta o sostenuta per almeno 1 minuto, in tal modo si inattivano le cellule vegetative di batteri, virus e protozoi.
Bollire l'acqua del rubinetto è il sistema più semplice ed economico per affinare le qualità organolettiche dell'acqua. Il motivo è semplice: la bollitura provoca l'evaporazione di gran parte del cloro, migliorando il sapore e l'odore dell'acqua.
Quando vediamo l'acqua che bolle in pentola, stiamo osservando dal vivo una delle sue modalità di vaporizzazione, il fenomeno chimico-fisico attraverso cui l'acqua dallo stato liquido passa a quello di vapore per effetto del calore.