Domanda di: Ing. Nico Barone | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Nel nostro Paese, l'ultimo caso di rabbia autoctona nell'uomo risale al 1968. Dagli anni '70 in poi i casi diagnosticati sono stati tutti osservati in persone che avevano contratto la malattia all'estero, senza aver potuto ricevere un efficace trattamento post esposizione. L'Italia è attualmente indenne da rabbia.
Da ottobre 2008 la rabbia è ricom- parsa nella Regione Friuli Venezia Giulia (province di Udine, Porde- none e Trieste) e da ottobre 2009 an- che nella Regione Veneto (provincia di Belluno) e nella Provincia Autonoma di Trento.
Contro questa epidemia sono state effettuate numerose campagne di vaccinazione orale delle volpi, che hanno permesso l'eradicazione della malattia dal territorio. L'ultimo caso risale al febbraio 2011.
I sintomi iniziali della rabbia sono aspecifici: febbre, cefalea e malessere. In pochi giorni, si sviluppa l'encefalite (rabbia "furiosa"; nell'80%) o la paralisi (rabbia "muta"; nel 20%). L'encefalite causa inquietudine, confusione, agitazione, comportamento bizzarro, allucinazioni e insonnia.
La malattia sviluppa una encefalite: una volta che i sintomi della malattia si manifestano, la rabbia ha ormai già un percorso fatale sia per gli animali che per l'uomo. Senza cure intensive la morte arriva entro una settimana.