Domanda di: Sig. Alberto Bellini | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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Indicativamente, nelle zone climatiche più fredde come F ed E (pianura Padana, Milano e Bologna), lo spessore complessivo consigliato è di 10-12 centimetri, mentre nelle zone più miti, dove l'isolamento serve soprattutto per contrastare il caldo estivo, si può scendere a 8 o 5 centimetri.
Qual'è l'isolamento migliore per un cappotto interno?
L'isolante minerale più utilizzato per il cappotto termico è la lana di roccia, un prodotto di origine vulcanica che offre alte prestazioni di isolamento sia termico che acustico e garantisce alte prestazioni anti-umidità, anti-muffa e anti-incendio.
Per coibentare una parete interna la soluzione migliore è quella di applicare sul muro dei pannelli isolanti minerali. Per fare ciò, il sottofondo deve essere liscio, pulito, asciutto e abbastanza robusto da poter sostenere il carico. Per prima cosa taglia a misura i pannelli con una sega a mano.
L'alternativa al cappotto interno sono le pitture termoriflettenti, che aiutano a prevenire i ponti termici e minimizzano la condensa dell'umidità e la comparsa delle muffe, combinando un doppio effetto estate/inverno nello scambio termico dei supporti murari.
Il cappotto termico fa venire la muffa quando ci sono discontinuità nell'involucro e umidità eccessiva. Sono tutti problemi che possiamo prevenire in progettazione, lavorando sulla continuità nell'involucro e sulla gestione del ricambio d'aria.