Il 66,8% dei diplomati si iscrive all'università e opta per un percorso di studi economico-sociale. A un anno dal diploma il 35,5% lavora, in particolare chi è uscito dagli istituti professionali.
In Italia, nel 2020, tale quota è pari a 62,9% (+0,7 punti rispetto al 2019), un valore decisamente inferiore a quello medio europeo (79,0% nell'Ue 27) e a quello di alcuni tra i più grandi paesi dell'Unione.
Quanti studenti vanno all'università dopo le superiori?
2 su 3 si iscrive all'università
La percentuale cala al 42 per cento, un anno dopo. I meno appagati sono gli ex studenti degli istituti professionali. I diplomati tecnici e ancora di più i liceali, risultano invece essere tendenzialmente i più appagati dalla scelta compiuta.
La percentuale di matricole delle università italiane ha rappresentato in fatti il 51,8% dei giovani italiani in età corrispondente, a fronte di una media Ue 28 del 58,7%.
Tra i dati consultabili su www.cnvsu.it particolare rilievo hanno quelli relativi al tasso di abbandono: tra il primo e il secondo anno lascia gli studi universitari il 21,3% degli studenti, da un massimo di 31,7% della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali ad un minimo di 2,2% di Medicina e chirurgia.