Domanda di: Carlo Lombardo | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2026 Valutazione: 4.3/5
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Non esiste un limite normativo fisso per i giorni di smart working, che si basano su accordi individuali tra azienda e lavoratore. Comunemente, le aziende prevedono modelli con 1-2 giorni a settimana (leggero) o 3 giorni (bilanciato). In media, si riscontrano circa 7-9 giorni lavorativi al mese.
Rispondiamo al quesito dicendo che i giorni della settimana durante i quali si può lavorare in smart working sono frutto di un accordo tra dipendente e datore di lavoro: può essere un solo giorno o tutta la settimana lavorativa.
Quali sono le nuove regole per lo smart working nel 2025?
Nel 2025, la normativa italiana sullo smart working torna alla disciplina ordinaria, richiedendo l'accordo individuale tra datore e lavoratore, ma introduce novità significative dal 12 gennaio: comunicazione obbligatoria entro 5 giorni al Ministero tramite portale telematico, sanzioni per il mancato adempimento, e rafforzate tutele per i fragili (con possibili deroghe all'accordo individuale), oltre a nuovi obblighi informativi sulla sicurezza per le aziende.
Come già specificato, il datore di lavoro si può riservare il diritto di controllare gli orari di lavoro dei dipendenti in smart working, in accordo con la norma stabilita dal dlgs. 15 giugno 2015, n. 81, che autorizza a utilizzare strumenti elettronici (app, software) per gestire la rilevazione delle presenze.
Il datore di lavoro è obbligato a concedere lo smart working?
Il datore di lavoro non può negare lo smart working, in maniera irragionevole o discriminatoria al lavoratore una volta accertata la sussistenza delle condizioni per ricorrere al lavoro agile. Ai sensi dell'art. 39, co. 2, D.l. n.