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Cosa fare se la pubblica amministrazione non risponde entro 30 giorni?
Il Dl cosiddetto «Semplificazione bis» interviene sul silenzio assenso (art. 20 della legge 241 del 1990), affermando che esso può essere anche autocertificato dal privato in caso di inerzia da parte dell'amministrazione pubblica.
Quanto tempo ha il Comune per l'accesso agli atti?
Per l'accesso agli atti informale: immediato. Per l'accesso agli atti formale: 30 giorni consecutivi. Decorsi inutilmente 30 giorni dalla richiesta -decorrenti dalla data di protocollazione- questa si intende respinta (silenzio-diniego).
Come sollecitare accesso agli atti?
per sollecitare una risposta da parte dell'amministrazione; Come si accede agli atti amministrativi? Si esercita mediante richiesta, anche verbale, all'ufficio dell'amministrazione competente a formare l'atto conclusivo del procedimento o che lo deterrà stabilmente.
Cosa succede se un ente pubblico non risponde ad una Pec?
L'omessa risposta, infatti, rappresenta una violazione dei doveri d'ufficio ed è sanzionabile penalmente (art. 328 codice penale, così come modificato dall'art. 16 della legge 26 aprile 1990, n. 86, e ribadito dalla giurisprudenza, ex multis, dalla Cassazione penale, sez.
Quali sono i casi di silenzio assenso?
Il c.d. Decreto del Fare (DL 69/2013) all'art. 30 ha introdotto il silenzio assenso in edilizia. Ossia l'attività edilizia può essere iniziata legittimamente quando siano decorsi infruttuosamente 30 giorni dalla formulazione di una proposta a cui non segue alcuna risposta da parte dell'ufficio competente.
Come si risponde ad una richiesta di accesso civico generalizzato?
Il procedimento di accesso generalizzato si conclude sempre con un provvedimento espresso e motivato, da comunicare al richiedente e agli eventuali controinteressati, nel termine di trenta giorni dalla presentazione della domanda.
Che cosa dispone la L 241 90 in materia di accesso agli atti?
La Legge 241 prevede che le pubbliche amministrazioni determinano per ciascun tipo di procedimento il termine entro cui esso deve concludersi, con apposita disciplina, e laddove non abbiano provveduto in tal senso, che il termine è di 90 giorni. (Legge 15/2005).
Quando può essere rifiutato l'accesso civico generalizzato?
n. 33/2013 ammette il rifiuto dell'accesso ai dati o documenti richiesti soltanto quando ciò sia «necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela» degli interessi espressamente individuati dallo stesso articolo, ai commi da 1 a 3.
Come sollecitare la pubblica amministrazione?
Attraverso il nuovo portale “LaTuaPA”, il cittadino potrà segnalare comportamenti non corretti della pubblica amministrazione che pregiudichino un suo interesse particolare (come ad esempio nei casi di inadempienze per mancata adozione nel termine del provvedimento richiesto, o per violazione di norme nel procedimento ...
Quanto tempo ha un ente pubblico per rispondere ad una Pec?
La legge dà un massimo di 90 giorni di tempo all'Amministrazione pubblica per rispondere e concludere il procedimento.
Quando il silenzio della pubblica amministrazione è reato?
Il formarsi del silenzio-rifiuto alla scadenza del termine di 30 giorni dalla richiesta. Le conseguenze nei principi sanciti dalla Corte di Cassazione Sez. VI sentenza n.
Come denunciare la Pubblica Amministrazione?
È il nuovo portale “LaTuaPA”, online da oggi in via sperimentale e raggiungibile, tramite il sito del Dipartimento della funzione pubblica (Dfp), dall'indirizzo latuapa.gov.it, realizzato per un'acquisizione semplificata delle segnalazioni di presunte inadempienze o irregolarità e per la gestione delle conseguenti ...
Quando la PEC non ha valore legale?
Nel momento in cui un'e-mail PEC viene inoltrata a una casella tradizionale, il valore legale si perde. D'altronde è logico: la casella normale non può certificare nulla, per cui chi inoltra un messaggio da una casella certificata avrà la conferma di accettazione ma non avrà la ricevuta di consegna.
Quando la PEC non è valida?
Una e-mail PEC è legalmente valida soltanto se sia la casella del mittente, sia quella del destinatario, sono caselle PEC. In caso contrario il percorso certificato dell'e-mail non è completo e il sistema non assicura più la conferma né il valore giuridico.
Quali sono le tre principali forme di accesso?
Si, esistono tre tipologie di accesso agli atti amministrativi: l'accesso classico o procedimentale, l'accesso civico semplice e l'accesso civico generalizzato.
Chi decide su una richiesta di accesso civico generalizzato?
Chi decide su una richiesta di accesso generalizzato? Quando la richiesta è inviata all'ufficio che detiene i dati o i documenti, lo stesso ufficio ha anche il compito di decidere su tale richiesta.
Quando la pubblica amministrazione può rifiutare l'accesso ai documenti amministrativi?
Soltanto qualora il richiedente non intenda riformulare la richiesta, la pubblica amministrazione può rifiutare la richiesta di accesso, indicando i motivi per i quali ritiene che la richiesta sia irragionevole.
Chi è il responsabile dell accesso agli atti?
241/90. Infatti il detto Dpr all'art. 6 ( Rubricato “ Procedimento di accesso formale”), comma 6, reca: “ Responsabile del procedimento di accesso è il dirigente, il funzionario preposto all'unità organizzativa o altro dipendente addetto all'unità competente a formare il documento o a tenerlo stabilmente”.
Chi deve rispondere ad accesso agli atti?
Tutti i soggetti che dimostrino di avere un "interesse giuridicamente rilevante" nei confronti dell'atto e/o del procedimento oggetto del diritto di accesso.
Chi è legittimato all'accesso?
Sono titolari di tale diritto tutti i cittadini, società e associazioni, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento di cui si chiede l'accesso.