Domanda di: Michael Martini | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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L'Italia contribuì quasi da subito con il CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia), formato da 3 divisioni più vari reparti di Corpo d'Armata per un totale di circa 62.000 uomini, che giunse nel sud della Russia nell'agosto del 1941.
I dati del Ministero della Difesa forniscono cifre impressionanti: 84.830 soldati morti o dispersi; di 30.000 di loro non si conosce il destino, nessuno sa che fine abbiano fatto e dove siano caduti.
Quanti italiani sono rimasti in Russia dopo la seconda guerra mondiale?
Negli elenchi figurano 64.500 nominativi di italiani; di questi, 38.000 si riferiscono a prigionieri morti nei lager, 22.000 a rimpatriati – compresi i 12.000 ex internati dei tedeschi; per altri nomi, 2.000, non viene precisata la sorte; infine, vi sono circa 2.500 fra nomi ripetuti – 307 solo per gli ufficiali –, ...
Le truppe italiane erano attestate su un fronte di 100 chilometri lungo la riva occidentale del fiume Vovča (russo: Volc'ja), a circa 60 km a est del Dnepr. Dal 9 all'11 ottobre il CSIR appoggiò con la 63ª Legione CC. NN.
Di 229.000 soldati italiani inviati in Russia, 29.690 furono rimpatriati perché feriti o congelati. Dei rimanenti, i superstiti furono solo 114.485. Mancarono all'appello 84.830 uomini di cui 10.030 furono restituiti dall'Urss. Il totale delle perdite ammontò a 74.800 uomini.