Domanda di: Ing. Mariano Rossi | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2026 Valutazione: 4.5/5
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Nel 2027, per effetto dell'adeguamento alla speranza di vita, il requisito contributivo sale di 1 mese. Quindi non diventa una finestra di 16 mesi: resta la finestra attuale. È il requisito contributivo che diventa 41 anni + 1 mese, non la finestra di attesa.
Quali sono le finestre per andare in pensione nel 2027?
Nel 2027, le "finestre" per la pensione si allungano per effetto dell'adeguamento all'aspettativa di vita: la Pensione di Vecchiaia richiede 67 anni e 1 mese (invece di 67), la Pensione Anticipata Ordinaria 42 anni e 11 mesi di contributi (invece di 42 anni e 10 mesi) per gli uomini (un mese in meno per le donne), mentre per la Pensione Anticipata Contributiva si sale a 64 anni e 1 mese con 20 anni e 1 mese di contributi, con finestra mobile di 3 mesi per tutte le anticipazioni.
Quanti mesi di finestra per chi andrà in pensione nel 2027?
Nel 2027, le "finestre" per la pensione si allungano per effetto dell'adeguamento all'aspettativa di vita: la Pensione di Vecchiaia richiede 67 anni e 1 mese (invece di 67), la Pensione Anticipata Ordinaria 42 anni e 11 mesi di contributi (invece di 42 anni e 10 mesi) per gli uomini (un mese in meno per le donne), mentre per la Pensione Anticipata Contributiva si sale a 64 anni e 1 mese con 20 anni e 1 mese di contributi, con finestra mobile di 3 mesi per tutte le anticipazioni.
Sì, dal 2027 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria in Italia aumenteranno a causa dell'adeguamento automatico all'aspettativa di vita, passando a 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne (un mese in più rispetto al 2026), con una finestra mobile di 3 mesi, mentre nel 2028 si raggiungerà quota 43 anni e 1 mese (uomini) e 42 anni e 1 mese (donne). Anche la pensione anticipata contributiva avrà aumenti progressivi, arrivando a 64 anni e 1 mese nel 2027.
Nella prima bozza della Legge di bilancio era in effetti previsto che dal 2026 aumentino di 20 euro al mese le pensioni minime. L'importo degli assegni per i soggetti in condizioni disagiate, dal primo gennaio 2026, è incrementato mensilmente di 20 euro, pari ad un incremento annuo di 260 euro.