Domanda di: Sig. Omar Amato | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2023 Valutazione: 5/5
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In media comunque i piani erano quattro. Le insulae di epoca imperiale (soprattutto a partire da Traiano e Adriano) furono caratterizzate da una notevole uniformità e razionalità nell'impianto, che erano frutto di quella particolare mentalità dei ceti mercantili e urbani ai quali esse erano destinate.
Le insulae divennero presto il tipo di abitazione piu' diffuso a Roma. Questi palazzi a piu' piani, alti oltre venti metri, erano divenuti cosi' numerosi che Cicerone definiva Roma una citta' sospesa per aria. La costruzione delle insulae divenne presto un'attivita' lucrosa.
Le Insulae erano dei palazzi alti e sconnessi che arrivavano oltre i venti metri d'altezza, con una base intorno ai 300 metri quadri. Di forma quadrangolare, dotati di un cortile interno spesso porticato, presentavano solitamente una struttura in legno, solo qualche volta in muratura.
Perché i muri esterni delle abitazioni nelle insulae avevano finestre senza vetri?
Le case di città delle famiglie ricche erano spaziose e confortevoli. Erano costruite in mattoni o in travertino, la “pietra tiburtina” delle cave di Tivoli. Erano di uno o due piani e le finestre erano affacciate all'interno per evitare i rumori della strada.
Vi erano infatti le insulae che al piano terra avevano un solo appartamento dalle caratteristiche molto simili a una casa signorile, domus infatti veniva chiamato, mentre ai piani superiori erano i cenacula destinate a inquilini più poveri; molto più diffuse erano poi le insulae che al pianterreno avevano una serie di ...