A confronto, la “derelitta” Italia deve poco più della metà su base procapite (35.925 dollari) e meno di un terzo (neppure 53mila dollari) per contribuente, su un totale equivalente a 2.292 miliardi di dollari.
Secondo quanto comunicato dalla Banca d'Italia a fine anno il debito pubblico era sceso a 2.762 miliardi di euro rispetto agli oltre 2.765 miliardi di inizio dicembre (dato rivisto); il calo mensile è stato di circa 3 miliardi di euro.
Il Paese più indebitato al mondo resta il Giappone, con un rapporto debito-PIL del 257%, di quasi quaranta punti percentuali distaccato rispetto al secondo in classifica, il Sudan (210%) e la terza, poco al dì sotto, la Grecia (207%).
I rapporti più elevati tra debito pubblico e PIL alla fine del secondo trimestre del 2022 sono stati registrati in Grecia (182,1%), Italia (150,2%), Portogallo (123,4%), Spagna (116,1%), Francia (113,1%) e Belgio (108,3%) e il più basso in Estonia (16,7%), Bulgaria (21,3%) e Lussemburgo (25,4%).
In linea generale, i creditori, cioè quelli a cui le nazioni devono pagare il debito pubblico, appartengono a tre categorie: Settore finanziario, quindi banche e assicurazioni ( soggetti privati che hanno il monopolio della stampa del denaro). Settore non finanziario (quindi le famiglie o le imprese).