In Italia, si stima che i lavoratori irregolari (in nero) siano quasi 3 milioni, rappresentando una percentuale significativa della forza lavoro, con una maggiore incidenza in settori come agricoltura, edilizia e servizi alla persona. Questo fenomeno invisibile tocca varie regioni, con tassi di irregolarità che variano dal 10,4% in Emilia-Romagna al 27,8% in Calabria.
Ne consegue che il tasso di inattività in Italia (33,4%) è il più alto dell'Ue, dove la media è del 24,6%, ed è aumentato di un punto. Gli inattivi sono in larga misura donne (42,4%), specialmente madri con diploma, giovani sotto i 35 anni, residenti nel Mezzogiorno e persone con un basso titolo di studio.
La regione che presenta il più elevato tasso di irregolarità è la Calabria col 27,8%, quella che chiude la graduatoria l'Emilia-Romagna col 10,4% appena.
A dicembre 2025 il tasso di disoccupazione scende ancora, al 5,6%, dopo aver già toccato a novembre (5,7%) il livello più basso dall'inizio delle serie storiche nel 2004. Lo indica l'Istat diffondendo i dati provvisori su occupati e disoccupati. Il tasso di inattività sale al 33,7% (33,5% a novembre).
Secondo i nuovi dati Eurostat, i Paesi dell'Ue meridionali e la Francia registrano i tassi più elevati di disoccupazione a lungo termine, colpendo maggiormente i migranti, le persone con disabilità, i giovani e le persone con un livello di istruzione inferiore.