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Quanto dura un contratto a canone concordato?
L'affitto a canone concordato prevede una durata di tre anni più due anni di rinnovo automatico con agevolazioni fiscali per i proprietari e gli inquilini.
Quanto dura il contratto di affitto con cedolare secca?
In generale la durata di un contratto d'affitto con cedolare secca può essere breve (2-3 anni), medio (5-6 anni) o più lungo. L'opzione, se attivata nella fase di registrazione del contratto, sarà attiva per tutta la sua durata a meno che il locatore non volesse annullare tale opzione.
Perché non conviene la cedolare secca?
la cedolare secca conviene ai proprietari che hanno altri redditi sottoposti a tassazione IRPEF; la cedolare secca non conviene quando si prevede un aumento dell'inflazione durante il periodo di validità del contratto e/o non si hanno altri redditi oltre a quelli provenienti dall'affitto di uno o più immobili.
Chi ha diritto alla cedolare secca 10 %?
E' prevista un'aliquota ridotta al 10% per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate: nei comuni con carenze di disponibilità abitative (articolo 1, comma 1, lettere a) e b) del decreto legge 551/1988).
Chi paga la cedolare secca deve pagare anche l'IMU?
IMU e cedolare secca 2023 Sebbene la cedolare secca rappresenti un regime fiscale agevolato, poiché consente di non pagare l'imposta di registro e l'imposta di bollo dei contratti di affitto, l'IMU sulla seconda casa affittata con cedolare secca è comunque dovuta.
Qual è la durata minima di un contratto d'affitto?
La legge determina il periodo minimo e massimo di durata del contratto di locazione:
periodo minimo di durata del contratto di locazione: 1 mese; periodo massimo di durata del contratto di locazione: 18 mesi.
Cosa non deve mancare in un contratto di affitto?
Cosa non deve mancare in un contratto di affitto?
generalità di entrambe le parti; descrizione dell'immobile; importo del canone pattuito; modalità di versamento; durata della locazione; dati catastali necessari anche ai fini della successiva registrazione del contratto entro 30 giorni presso l'Agenzia delle Entrate.
Quanto dura un contratto di affitto per uso abitativo?
È il Codice Civile a sancirlo nell'articolo 1572, quello successivo, il 1573, specifica anche che la durata massima di un contratto di locazione è di 30 anni.
Cosa cambia per l'inquilino con la cedolare secca?
Per i contratti con cedolare secca non andranno pagate l'imposta di registro e l'imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. Essa, tuttavia, non sostituisce l'imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.
Come affittare una casa senza pagare le tasse?
Pagare meno tasse sul contratto di locazione è possibile. Ciò è possibile grazie ad un'attestazione in base alla quale il proprietario dell'appartamento paga un importo ridotto (pari al 10%) rispetto a quello ordinario (del 21%), meccanismo della cedolare secca.
Quante tasse si pagano su un affitto transitorio?
Per quanto riguarda la tassazione dei contratti di affitto transitorio, è prevista la cedolare secca, ovvero il pagamento di un'unica imposta sostitutiva pari al 21% del canone annuo. In alcuni casi, il contratto di affitto transitorio tasse può prevedere un'imposta ancora più bassa, pari al 10% del canone.
Quanto costa la registrazione di un contratto di affitto con cedolare secca?
La registrazione del contratto di affitto presso l'Agenzia delle Entrate implica il pagamento dell'imposta di registro, pari al 2% del canone annuo stabilito dalle parti o dalla legge, per un valore non inferiore a 67€ e dell'imposta di bollo, pari a 16€ ogni 100 righe e per ogni copia del contratto di locazione.
Cosa deve pagare l'inquilino è il proprietario?
Dato atto che in linea generale il proprietario deve sostenere le spese di manutenzione straordinaria, mentre all'inquilino spettano gli interventi di ordinaria manutenzione, un primo punto di chiarimento arriva dalla legge 392/78 sulle locazioni degli immobili urbani, che fissa gli oneri ricorrenti a carico dell' ...
Chi ha l'obbligo di registrare il contratto di affitto?
A chi interessa Possono provvedere alla registrazione sia l'affittuario (conduttore) sia il proprietario (locatore). Entrambi, infatti, sono responsabili in solido per il pagamento del pagamento dell'intera somma dovuta per la registrazione del contratto.
Come si fa a togliere la cedolare secca?
Revoca della cedolare secca
La revoca deve essere esercitata entro il termine previsto per il pagamento dell'imposta di registro relativa all'annualità di riferimento: cioè entro 30 giorni dalla scadenza dell'annualità precedente, utilizzando il modello Registrazione locazioni immobili (RLI).
Quali contratti di affitto si possono scaricare?
Per i contratti di alloggi adibiti ad abitazione principale locati con contratti stipulati o rinnovati è prevista la seguente detrazione ai fini Irpef: 300 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro; 150 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro, ma non superiore a 30.987,41 euro.
Quando si applica la cedolare secca al 10 %?
Novità sui Contratti a canone concordato La Manovra di bilancio 2019 riduce l'aliquota della cedolare secca sui contratti a canone concordato ex l. 431 del 1998 dal 15% al 10%. Tutti gli immobili immobili concessi in locazione a equo canone potranno beneficiare della riduzione a partire dal primo gennaio 2020.
Qual è l'affitto massimo con la cedolare secca?
Cedolare secca affitti brevi 2023 Particolari regole si applicano agli affitti brevi. Il comma 595, articolo 1 della Legge 178/2020, ovvero la Legge di Bilancio 2021, spiega che è possibile beneficiare della cedolare secca per l'affitto di un massimo di 4 appartamenti per ciascun periodo di imposta.
Quante volte all'anno si paga la cedolare secca?
La cedolare secca si paga una volta all'anno come l'imposta di registro? No, la cedolare secca si versa in due rate, alle medesime scadenze e con le medesime modalità previste per le imposte che derivano dalla dichiarazione dei redditi.
Chi deve pagare l'Imu il proprietario o l'inquilino?
L'IMU non è dovuta da chi è in affitto: il proprietario è l'unico che deve versare l'intero importo dell'imposta.