Quanti tipi di resistenze esistono?

Domanda di: Ing. Mariapia Amato  |  Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2023
Valutazione: 4.1/5 (53 voti)

Vi sono due classi di resistori: quella dei resistori a resistenza costante e quella dei resistori a resistenza variabile dipendenti da una grandezza meccanica (potenziometri), dalla temperatura (termistori), dalla luce (fotoresistori), dalla tensione (varistori).

Quali sono le resistenze al cambiamento?

La resistenza al cambiamento, in psicologia, è considerata parte integrante dell'istinto di sopravvivenza delle persone, una naturale propensione a preferire ciò che si conosce, e che quindi si sa essere sicuro, rispetto a ciò che non si conosce, e che potrebbe perciò rivelarsi dannoso.

Come si distinguono le resistenze?

Il colore dei primi 2-3 indica i numeri da 0 a 9, che rappresentano le cifre significative della resistenza in ohm; l'ultimo anello è il moltiplicatore. Per esempio, un resistore con una sequenza di anelli "marrone-verde-verde" è tarato per opporre una resistenza di 15 megaohm.

Per cosa si usano le resistenze?

Comunemente le resistenze sono utilizzate per limitare la corrente e per dividere le tensioni (partitore). La resistenza elettrica di un resistore è misurata in ohm . Il simbolo di un ohm è il simbolo greco omega: Ω.

Come riconoscere la potenza delle resistenze?

La potenza di una resistenza superiore al Watt, è stampato sul corpo assieme alla resistenza e alla tolleranza. Le resistenze più utilizzate sono da 1/8 di Watt, anche se a livello hobbistico sono ancora molto usate quelle da 1/4 di Watt.

Resistenza e Resistore, Cos'è e Come Funziona - Elettronica in 5 minuti #2