Quanti tracciati si fanno a fine gravidanza?

Domanda di: Kris Sala  |  Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2023
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Quanti tracciati si fanno? Anche la risposta a questa domanda è variabile. Di solito ne è previsto uno alla settimana, in modo da avere un quadro chiaro della gravidanza, ma potrebbero essere di più se ci sono situazioni specifiche che vanno monitorate con maggiore attenzione, come nel caso della crescita del bambino.

Quanti tracciati si fanno prima del parto?

Nel caso di un monitoraggio in fase di travaglio, «la durata dell'esame è maggiore e viene ripetuto a seconda delle condizioni cliniche della paziente anche a intervalli di un'ora (per un totale di 20 minuti di esame ogni ora circa).

Cosa succede se non si fanno i tracciati?

Se il tracciato del monitoraggio fetale viene ignorato o mal interpretato dal personale medico e ne consegue una mancanza di ossigeno che causa a lesioni al cervello del bambino, come l'encefalopatia ipossico ischemica e la paralisi cerebrale infantile, si verifica un caso di malasanità.

Cosa si vede con il tracciato?

I segnali registrati vengono poi trasmessi a un monitor e trascritti in un tracciato, che serve proprio a evidenziare la presenza o meno di variazioni nelle contrazioni uterine e nella frequenza cardiaca fetale dalla 37^ settimana in poi e durante il travaglio.

Quando iniziano i tracciati in ospedale?

In genere il primo monitoraggio viene eseguito non prima della 38a settimana di gestazione assieme agli altri esami che si effettuano di routine in vista del parto (emocromo, elettrocardiogramma, controllo della pressione arteriosa, etc.).

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