Si dice, infine, che anche il grande scienziato Albert Einstein avrebbe lasciato scritto, in alcuni appunti personali, che l'individuo medio usa solo il 10% del cervello. Un'affermazione che i mass media avrebbero più volte riproposto nel tempo facendo assurgere il racconto a un dato di fatto.
In realtà, quello del 10% è a tutti gli effetti un mito.
Gli unici casi in cui le capacità cerebrali non sono pienamente sfruttate sono quelle in cui le regioni cerebrali sono state danneggiate da un evento traumatico o da una malattia. In realtà, noi usiamo il 100% del nostro cervello.
Ogni sinapsi può contenere 4,7 bit di dati che moltiplicato per il numero presente nell'encefalo, fa 1 Petabyte, ovvero 1.000 TB, cioè 1.024.000 GB di memoria.
Cosa succederebbe se usassimo il 100% del nostro cervello?
L'idea che normalmente ci serviamo solo di un decimo delle nostre facoltà e che ci sia una vasta e inesplorata riserva di neuroni che potremmo sfruttare, è un mito duro a morire, che però non ha alcun fondamento scientifico. Più volte la scienza l'ha smentito, anzi si potrebbe dire che non l'ha mai affermato.
Il segreto dell'intelligenza di Einstein non dipendeva dai neuroni particolarmente sviluppati, ma dagli astrociti, cellule speciali che fungono da interruttori della trasmissione delle informazioni. Di astrociti, infatti, il genio della fisica ne aveva più delle persone “normali”.